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26 aprile 2009 - Due belle e intense giornate nel Brenta Settentrionale


Con un innevamento eccezionale e con condizioni niveo-meteo ottime all’inizio della primavera del 2009 con l’amico Omar Oprandi abbiamo progettato un paio di uscite interessanti nel gruppo di Brenta settentrionale.
Con Omar, una vecchia amicizia cominciata con il nostro impegno nello scialpinismo agonistico, con la partecipazione e qualche vittoria in gare nazionali ma soprattutto con lo stesso modo di pensare l’approccio alla montagna.
Un approccio sportivo, fatto di tanta preparazione, anche i concatenamenti come quello pensato e compiuto nella primavera del 1997 dove da casa abbiamo salito la Cima Tosa discesa dalla Val Brenta trasferimento in bicicletta in Val Nambrone quindi risalita alla Cima Presanella e infine discesa per la parete N. di Cima Vermiglio con un disl. di 5000m in 12 ore c.a.

Quest’anno il 26 di aprile siamo rimasti nel nostro Brenta e ci siamo inventati un bellissimo itinerario di scialpinismo evoluto lungo i canali e le creste della catena settentrionale ben innevati.


Partenza al mattino all’alba abbiamo risalito il versante sud – ovest della cima Sassara ( 2894 m.) subito la discesa per la cresta sud alla vicina forcella e risalita per la cresta nord alla vicina Cima del Sasso Alto ( 2897 m.).

Ulteriore discesa per la cresta sud fino alla scala del sentiero alpinistico Stanchina poi rimessi gli sci ai piedi la discesa continua alla Bocchetta dei tre Sassi, di nuovo giù per la Val delle Giare alla quota di passaggio del sentiero delle Palete.

Con l’aiuto di ramponi ai piedi abbiamo risalito il canale est della Cima Pietragrande (2936 m.) con difficile discesa sci ai piedi dalla stessa via di salita.

   
   

Per finire la giornata abbiamo raggiunto l’affollato passo del Groste e salito per il versante nord la Cima Groste concludendo la nostra giornata sotto una leggera nevicata con una bellissima discesa al passo Campo Carlo Magno.

I numeri sono interessanti in meno di 8 ore abbiamo salito un dislivello di 3000 m. circa che raddoppia naturalmente se consideriamo le discese.

In coincidenza al passaggio verso la cima Sassara, Omar mi faceva notare la possibilità di salire un verticale e continuo Canalino stretto sulla parete sud - ovest della Cima Sasso Alto.
Ci siamo ripromessi di tornare e salirlo, cosi il 6 maggio siamo sotto e con grande meraviglia progrediamo su un canale verticale e stretto di roccia, ghiaccio e neve.
A meta un grande accumulo ci aiuta a progredire oltre uno strapiombo che in estate sarebbe impossibile superare senza l’aiuto di chiodi, il che ci riempie di meraviglia e soddisfazione per la scelta oculata del periodo scelto per questa salita.
La cresta finale è orlata di grandi cornici e ci porta direttamente verso la cima del Sasso Alto concludendo un’altra magnifica giornata con una caratteristica dedica alle nostre iniziali via F.O.N.O.