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"Le Vie del Bruno"


Bruno Detassis veniva soprannominato “Il Re del Brenta”, sia per l’inconfondibile aspetto sia, soprattutto, per le incredibili Vie che aveva aperto in tutto il Gruppo.
Sfogliando la guida del 1977 “Dolomiti di Brenta” del Cai-Tci - di Gino Buscaini ed Ettore Castiglioni, senza contare alcune grandi varianti, ne abbiamo trovate più di 75! Dai capolavori come le Vie sulla Tosa, sulla Brenta Alta, sul Crozzon, sul Croz dell’Altissimo ad altre, forse meno rilevanti, ma sicuramente altrettanto ardite.

Per ricordare “El Bruno”, abbiamo deciso di salirne alcune. Pensiamo che ripetendo le “opere del grande maestro” (che ci ha lasciato l’anno scorso - 09 maggio 2008), sia il modo più bello per salutarlo una volta ancora e per essergli nuovamente grati per quello che ha fatto e di ciò che ci ha lasciato.

Abbiamo atteso fin‘oltre la metà di luglio perché gran parte del Brenta era ancora coperto dalla neve e il meteo non era ancora abbastanza stabile, ma poi, finalmente abbiamo iniziato.
Per ora abbiamo ripercorso solo alcune delle sue Vie: certe famose e ripetute e certe meno conosciute, praticamente “intatte”, come le aveva salite Bruno Detassis la prima volta.

Teniamo a sottolineare che non abbiamo alcuna intenzione di stabilire “un primato” ma solo voler far conoscere questa nuova avventura in ricordo di Bruno Detassis. Naturalmente sappiamo che “tra le righe” si capirà che l’abbiamo fatta “a modo nostro”: se possibile salendo anche più di una via al giorno. Sono infatti i concatenamenti, il nostro modo di andare in montagna. Un “metodo“ che ci ha sempre contraddistinti, ma questa volta, di proposito, senza il cronometro in mano.

Appena il lavoro ci permetterà di essere di nuovo liberi, ci ritroveremo per continuare a salire altre Vie con la voglia di frequentare le tante le zone del Brenta, come aveva fatto lui.
Cercheremo di proseguire fino alla fine dell’estate e oltre, con l’intento di far conoscere ancora una volta quello che aveva fatto.

Sicuramente lasceremo alcune osservazioni in più: sulle sue Vie e sull’evoluzione dell’arrampicata in montagna che c’è stata in questi ultimi anni. Noi stessi siamo stati testimoni, malgrado le poche vie fatte, di non poche sorprese, alcune positive ma altre negative, come ad esempio un soccorso in parete che abbiamo fatto a due giovani ragazzi che erano in grosse difficoltà.

Alla fine della nostra “nuova avventura” lasceremo ben volentieri anche il nostro resoconto, che non vorrà essere soltanto un insieme di informazioni ma anche e soprattutto uno stimolo, la molla per una riscoperta di uno dei personaggi più luminosi della storia dell'alpinismo e delle sue fantastiche Vie di roccia.